In the Country Photos: Esposizione Manuale Perchè?

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05 mag 2011

Esposizione Manuale Perchè?


Andando a Fanano con mio fratello e il Frenck ci siamo portati dietro le nostre macchine fotografiche reflex. Come tutti sanno nelle reflex c’è una ghiera di controllo in cui si possono selezionare vari modi di fotografare: quelli automatici, semi-automatici e quelli manuali. Mi è stata posta questa domanda: “Cosa serve il comando M (Manuale)?

Mi sono ricordato di un articolo letto sulla rivista MWm del Media World dove spiegava in modo dettagliato il perché “bisogna” ancora utilizzare la funzione manuale.

L’articolo cominciava così: ”La fotografia nasce e si sviluppa quando il concetto di automatismo era "fantascienza": tempo e diaframma dovevano essere regolati manualmente agendo sulle ghiere e l’esposizione andava stimata con l'esperienza. Poi vennero gli esposimetri esterni, quindi quelli integrati nel corpo macchina, dapprima senza collegamento diretto con le singole funzioni di scatto. Seguirono le fotocamere automatiche vere e proprie, con sistema esposimetrico integrato. Scattare senza preoccuparsi dei dati di scatto è cosa piuttosto recente, se pensiamo che la fotografia sta per compiere due secoli di storia. Ultimamente è anche possibile delegare alla fotocamera funzioni prima appannaggio esclusivo del fotografo: è il caso del riconoscimento del volto e del sorriso da parte delle compatte, che abilita il click solo quando il soggetto è fotogenico”. 

La comodità dei "robot" anche nelle fotocamere 

Un robot è un apparecchio che, in base ai comandi impartiti, compie autonomamente delle azioni, basandosi su linee guida generali oppure usando processi d’intelligenza artificiale, per coadiuvare l'uomo e/o liberarlo da alcuni compiti. Proprio come un robot, oggi una comune fotocamera compatta, mirrorless o reflex che sia, è in grado di misurare la luce presente nella scena, di scegliere i parametri di scatto in base al soggetto, alla distanza, alla sua velocità, di abilitare o meno alcune funzioni, come ad esempio l'uso del flash e di avvisare il fotografo se alcune condizioni non sono ottimali, come un tempo lungo e il pericolo del mosso. Ma non solo: la compatta "moderna" scatta la foto solo quando le condizioni coincidono con le specifiche impartite, tipo se il soggetto sorride o se è correttamente a fuoco, è in grado di segnalare situazioni che richiedono un intervento, come la batteria scarica; e ancora, elabora le foto dopo lo scatto, anche generando due file di formato diverso (RAW e JPEG) o applicando un effetto speciale e interagisce con il PC per la memorizzazione automatica delle foto, conservando o no un backup sulla scheda di memoria. Nulla di più comodo ed efficiente, ma allora perché scattare in manuale? Scopriamolo. 

Perché usare il manuale e a che livello 

I livelli principali di automatismo della fotocamera sono due: esposizione e messa a fuoco. Disinserirne uno non esclude di usare l’altro: si può esporre manualmente lasciando alla fotocamera il compito di mettere a fuoco o viceversa, immaginiamo di voler variare la profondità di campo per avere il massimo dello sfocato sul soggetto in primo piano; l'autofocus non è predisposto a risolvere questa situazione perche privilegia il soggetto più vicino. Va quindi disinserito, focheggiando lo sfondo, lasciando alla fotocamera il calcolo dell'esposizione. Per un soggetto in controluce. L’automatismo di esposizione tenterà una compensazione con la luminosità dello sfondo, attivando, se necessario, il flash di schiarita (fill-in). In manuale si ottiene la silhouette esponendo correttamente lo sfondo (senza il flash), con il primo piano scuro. Si può lasciare all'autofocus il compito di focheggiare al meglio, ottenendo una silhouette bella nitida. Un altro motivo è quello didattico: divertirsi a imparare bene come funziona una fotocamera e avere la soddisfazione di "fare da sé”. Si può decidere a quale livello spingersi nella gestione manuale della fotocamera, arrivando anche a dover impostare tutto a mano, anche se la prima volta ciò può creare un po' d’imbarazzo. Andiamo quindi per gradi.

Senza il Program


Come primo passo iniziamo a fare a meno delle scene pre-impostate e del Program. Si presentano quindi tre scelte, a loro volta identificate con una lettera: 
  •   A (APERTURE) - PRIORITÀDI DIAFRAMMA
Il fotografo imposta il valore del diaframma e la fotocamera sceglie il tempo in base alla luce ambiente.
  • S (SPEED) - PRIORITÀDI TEMPO
Il fotografo imposta il tempo di posa (speed) e la fotocamera imposta il diaframma.
  • M (MANUAL) – MANUALE
La fotocamera scatta secondo i valori impostati a mano dal fotografo, anche a costo di un’esposizione errata.
Le prime due modalità sono di fatto dei semi automatismi,cioè delegano sempre alla fotocamera un compito importante: ottenere un'immagine correttamente esposta, nel senso di non troppo chiara o troppo scura. Usando una delle due priorità sarà sempre possibile variare la luminosità della foto agendo sul comando di variazione dell’esposizione (identificato con +/-). La modalità manuale è la sola che permette un controllo completo, totalmente avulso dalle scelte che compirebbe la CPU della macchina. Tanto è vero che anche il comando di variazione +/- viene disinserito. 

La priorità di diaframma 

Il diaframma serve a controllare la profondità di campo, la quale determina l’estensione della zona di nitidezza davanti e dietro al piano di messa a fuoco. La corretta esposizione richiede che variando il diaframma cambi di conseguenza il tempo di posa: bisogna quindi fare attenzione che quest’ultimo non diventi troppo lungo,rischiando il mosso. Valgono questi principi base:
  • DIAFRAMMA APERTO = poca profondità di campo e ampie zone fuori fuoco, senza problemi di mosso grazie al tempo di posa breve.
  • DIAFRAMMA CHIUSO = ampia profondità di campo e tutto o quasi a fuoco, contempo di posa lungo e rischio di mosso.
Per aprire il diaframma impostare un numero piccolo, come f/4 o f/2,8; aumentare invece il valore numerico per un diaframma chiuso, come ad esempio f/11 o f/16. I valori intermedisono quelli che offrono un’estensione media della nitidezza davanti e dietro al piano messo a fuoco; generalmente privilegiati dal Program.
Diaframma

La priorità di tempo

Il tempo di posa determina l’intervallo di apertura dell'otturatore, quindi per quanto tempo il sensore viene esposto. Quando un soggetto è fermo non vi è differenza nella scelta, in quanto l’automatismo della macchina varia l’apertura del diaframma e compensa la maggiore o minore esposizione. Non c'è rischio di mosso del soggetto. Al contrario con soggetti in movimento, la scelta del tempo di posa de- termina la possibilità di cogliere un’immagine nitida.
Valgono questi principi base:
  • TEMPO LUNGO = soggetto in movimento mosso, pericolo di mosso della macchina.
  • TEMPO BREVE = soggetto in movimento nitido, nessun pericolo di mosso.
In sostanza, il mosso di cui ci si deve preoccupare è duplice: quello del soggetto, che si controlla variando il tempo; quello della macchina, che si può evitare ponendola su un cavalletto. Troppi sono i fattori in gioco per dare dei valori indicativi onde evitare il mosso: velocità, traiettoria, distanza di scatto, lunghezza focale, formato del sensore e rapporto di ingrandimento finale dell'immagine. Per evitare di muovere la macchina vale invece una regola empirica: scegliere un tempo più breve del reciproco della lunghezza focale espressa in millimetri (riferita al formato FX): per un 50 mm tempi di 1/50s o minori, quindi 1/60s, 1/125s, 1/250s, ecc...

II controllo manuale

Nel caso in cui l’automatismo di esposizione è del tutto disinserito, la fotocamera non perde l'uso dell’esposimetro, che rimane in ogni caso attivo: fornisce un'indicazione del livello di luce presente, suggerendo una coppia tempo/diaframma relativa alla sensibilità ISO impostata. In manuale vale la pena di verificare che anche l’impostazione della sensibilità sia gestita manualmente. In generale, le macchine moderne tendono a regolare automaticamente anche la sensibilità; passando in manuale, o viene riportata al valore minimo o rimane su quello impostato dall’automatismo. Una verifica sul libretto di istruzioni è d’obbligo. A questo punto si dispone del pieno controllo sull'esposizione (si badi bene che I'autofocus è ancora attivo). Da qui si può gestire il tutto con le proprie mani. 


Credo cha adesso sia chiaro del perché vi sia ancora nelle ghiere la modalità Manuale e del perché si utilizzi ancora.

Fra

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